Serata Cinema: KUBRICK

08 Aprile 2015

Serata dedicata al cinema d'autore. KUBRICK


STANLEY KUBRICK. Se non fosse diventato un regista geniale, forse sarebbe diventato un fotografo geniale.

Come abbiamo anticipato tempo fa iniziamo con una delle serate dedicate al regista di alcuni dei film più importanti del secolo XX.
Si tratta di una delle figure più influenti non solo nel mondo del cinema, ma in generale per il mondo dell’arte.

Quello che pochi sanno è che iniziò la sua carriera nel mondo dell’arte come fotografo presso la rivista LOOK, a soli 17 anni. Con l’incarico di ritrarre la realtà americana del dopoguerra, il giovane Kubrick prese in mano la macchina fotografica e iniziò a fare foto, costruendo storie e seguendo un filo narrativo che avrebbe poi espresso a livello visivo.



ROOM 237
Ad oltre trent'anni dalla sua uscita, Shining, film cult di Stanley Kubrick, mantiene inalterata la sua aura di capolavoro della storia del cinema. E, come tutti i capolavori degni di questo nome, continua a essere oggetto di citazioni, analisi, discussioni e autentici fenomeni di venerazione. Il documentario diretto da Rodney Ascher si spinge oltre, componendo un omaggio sui generis: un divertissement cinefilo, che ha il pregio di accompagnare la dichiarazione d'amore all'ironia e alla leggerezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio e si diverte a giocare con il mito.
L'obiettivo programmatico è svelare tutti i segreti del film, racchiusi simbolicamente da Kubrick nella stanza proibita dell'hotel in cui è ambientata la sua storia dell'orrore, la camera 237 che dà il titolo al documentario. Così come Danny, il bambino protagonista di Shining, apre la porta dei misteri, scatenando la follia omicida del padre, il regista di Room 237 apre le danze delle teorie interpretative, dirigendo un valzer, a tratti folle e strampalato, che non ha il rigore della filologia né la profondità dell'analisi critica, ma che non manca di appassionare e creare divertenti suggestioni. Proprio come il terribile protagonista incarnato da Jack Nicholson tenta di uscire dal labirinto di siepi in cui si è perso, Ascher cerca di trovare il bandolo della matassa di un film costellato di indizi impercettibili, messaggi subliminali, simbologie ed errori di sceneggiatura che non possono che essere voluti. Il regista sovrappone le interviste in fuori campo a studiosi, giornalisti e fan - tutti accomunati dall'ossessione per i misteri di Shining - alle sequenze del film, replicate, smontate, rallentate e viste al contrario, in quella che si presenta come l'autentica vivisezione di un capolavoro.
Le immagini mostrate proverebbero che a spingere la complessa opera regia di Kubrick furono nobili intenti di denuncia sociale, dallo sterminio degli indiani d'America al genicidio degli ebrei compiuto dai nazisti. Come se il cineasta volesse dirci che le nazioni sono costruite sul sangue di vittime innocenti e che la storia dell'umanità non è altro che una violenta concatenazione di orrori. La teoria più affascinante illustrata nel documentario è, però, quella che riguarda il coinvolgimento di Kubrick nel presunto finto sbarco dell'uomo sulla Luna. Secondo questa interpretazione, Shining costituirebbe la confessione del regista di avere girato in studio, su commissione del governo americano, l'allunaggio dell'Apollo 11 nel 1969. La 237 sarebbe, quindi, la stanza della Luna ("Moon Room"), vale a dire il teatro di posa in cui si sarebbe consumata la storica mistificazione. Sconvolgente e proibita verità o abbaglio di appassionati troppo suggestionabili? Ai posteri l'ardua sentenza, su un film che continuerà a far parlare di sé. Come ogni capolavoro degno di questo nome.

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=rOxukprEwjg

(Fonte: MYMOVIES.IT)

 

 

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